– Desideravo davvero conoscervi, sai. Soprattutto tu. Abiti nella vecchia casa di famiglia, vero? –
Rimase con il fiato sospeso, mentre Isabel la guardava con disprezzo. Per l’orlo storto del vestito, il giallo uovo dei suoi capelli con le radici scure in rilievo che umiliazione – pensò Isabel – presto te ne andrai, lui si stuferà e io non sentirò più parlare di te. –
Dimmi perché stai zitta, chi pensi che io sia? –
–
parole in agoraio:
“… Dimmi perché stai zitta, giuro, non so chi pensi che io sia …”
(Estraneo, Lazza – Guè)
consiglio di lettura a tema:
“Estranea”
di Yael van der Wouden
