I canovacci della Sartoria

– Il dolore macchia quello che sfiori;
rimane anche se non ci sei.
Era stata una nebbia appiccicosa il dolore, che aveva aderito alle superfici delle cose e non si era più staccata. Eppure la necessità di esplorarlo, di scrostarlo con le unghie per sentirne l’odore si insinuava dentro -incessante-. Sei ancora l’ossigeno che respiro, sei il tempo intrappolato nelle cose insignificanti della vita.”

parole in agoraio:
“… you’re still the oxygen I breath…” (the loneliest, Måneskin)

consiglio di lettura a tema:
“inventario di quel che resta quando la foresta brucia” di Michele Ruol

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