I canovacci della Sartoria

– (…) E allora la mia urgenza espressiva coincide, si sovrappone alla loro, quelli delle storie, e in questa pregnante pressione a carta-carbone, ritrovo pezzi di me per analogia o per differenza.
E se dovessi dire perchè sceglierei ipoteticamente di scrivere allora la questione starebbe tutta lì, nello scrivere per sottrazione a me e rifusione nell’altro.
Scrivere dopo tutto è come stare in una fonderia.
Vi arrivano metalli, spesso preziosi, che il fondatore osserva e analizza nella loro forma, dimensione e caretteristiche originarie.
E poi il suo battere e ribattere, quel suo maneggiare, plasmare e trasformare la materia prima con la propria manodopera fine, accurata, fa diventare il metallo un’altra cosa.
Che è anche un po’ del fondatore. Dove pure lui c’entra qualcosa.”

meditazione d’ispirazione:

“Scrivere dopo tutto è come stare in una fonderia.”

(Stefania Barile)

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