Categoria: Il taccuino della Sartoria
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I canovacci della Sartoria
– Ma l’Italia era anche una montagna troppo alta da scalare. Era la secca che bloccava le navi. Era la fauce di un lupo affamato. Era Circe. Era Scilla. Era Cariddi. La dolce Sibilla. Le sabine oltraggiate. Era Beatrice la disdegnosa. Caterina la santa. Artemisia la coraggiosa. Sofonisba la talentuosa. L’Italia era la mente chiusa…
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I canovacci della Sartoria
– Desideravo davvero conoscervi, sai. Soprattutto tu. Abiti nella vecchia casa di famiglia, vero? –Rimase con il fiato sospeso, mentre Isabel la guardava con disprezzo. Per l’orlo storto del vestito, il giallo uovo dei suoi capelli con le radici scure in rilievo che umiliazione – pensò Isabel – presto te ne andrai, lui si stuferà…
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I canovacci della Sartoria
– Il dolore macchia quello che sfiori;rimane anche se non ci sei.Era stata una nebbia appiccicosa il dolore, che aveva aderito alle superfici delle cose e non si era più staccata. Eppure la necessità di esplorarlo, di scrostarlo con le unghie per sentirne l’odore si insinuava dentro -incessante-. Sei ancora l’ossigeno che respiro, sei il…
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I canovacci della Sartoria
– Da ragazzina amavo andare in macchina da sola con papà. A lui piaceva guidare con il quotidiano sulle ginocchia e la radio accesa.Quasi sperava nei semafori rossi.Li fermo, in attesa di ripartire, brandiva il giornale, già aperto sulla pagina prescelta, e lo appoggiava al volante. E leggeva ad alta voce, perchè anche se sei…
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I canovacci della Sartoria
– Si era sempre paragonata a un foglio bianco, terso e teso in superficie. Voleva una vita distesa, senza pieghe. Le considerava una stortura inaccettabile, fastidiosi origami. Solo ora comprendeva la forza della piega che dà struttura, che regge il peso dell’esistenza proprio nella fragilità del ripiego.- parole in agoraio:“… vite fragili come origami…”(A fari…
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I canovacci della Sartoria
– Il mio corpo è una bottiglia, che si riempie di stelleoppure di botte,– dipende dall’umore- Il mio cuore è una bottiglia, colma d’amore che si colora d’odio– non so bene come-Io sono una bottiglia con il tappo che profuma di consenso – no, non voglio, sappia di dissenso-. – parola in agoraio:“bottiglia”(nome comune di…
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I canovacci della Sartoria
– Teddy, il mio orsacchiotto, mi accompagna in ospedale quando bruciano le mie gambe. Brodo bollente traditore non sarai a vita il mio persecutore. Cresco serena insieme alle mie cosce incandescenti che corrono incontro al vento in una spensierata giornata di mare.“Ogni riccio, un capriccio” – vocia mia madre, mentre, insolente, richiudo la porta dietro…
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I canovacci della Sartoria
– (…) E allora la mia urgenza espressiva coincide, si sovrappone alla loro, quelli delle storie, e in questa pregnante pressione a carta-carbone, ritrovo pezzi di me per analogia o per differenza.E se dovessi dire perchè sceglierei ipoteticamente di scrivere allora la questione starebbe tutta lì, nello scrivere per sottrazione a me e rifusione nell’altro.Scrivere…
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I canovacci della Sartoria
– Forse non era solo un mestiere. Era molto di più, era militanza, gesto politico. Era muovere verso un vivere intenso, partecipato. Tutelare la cultura delle narrazioni, tramandarne il cuore, allenare i sensi, allevare sentimenti.Stare nell’azione letteraria che si prende cura della quotidianità, che accorda le esistenze, renderne più dolci le onde. Non esiste altra…
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I canovacci della Sartoria
– Tutto pareva prossimo: niente echi, niente distanze. L’occhio, alterato nella percezione visiva, faticava a trovare un punto focale nitido, rendendo difficile stimare le distanze e distinguere i dettagli.L’aria, satura, strozzava suoni e rumori tutto intorno.Era come nebbia, che ti lascia passare senza oppore resistenza, ma che frappone un velo tra l’osservatore e l’oggetto, dissolvendo…
